ANTONIO NUZZO, SE L’INTENZIONE COLORA L’AZIONE

Difficile, se si pratica yoga con passione, non aver mai sentito parlare di Antonio Nuzzo, tra i padri fondatori dello yoga in Italia tanto quanto il suo Maestro, il leggendario Andrè van Lysebeth, lo è stato in Europa fin dai primi anni ’70. Gli anni magici dello yoga per Antonio sono cominciati prestissimo quando, ancora ragazzo, a fianco di Andrè ebbe per tanti anni la grande opportunità di avvicinare Guru da tutto il mondo, Swami indiani mai giunti prima in Europa, grandi filosofi e studiosi di cultura indiana fino a divenire talmente conoscitore dell’argomento dal non potersi esimere dall’insegnare. Carismatico, teso all’ascolto, curioso e distaccato al tempo stesso, insegnante rigoroso e trascinante della più pura Tradizione, è stato – ed è tuttora – protagonista di una stagione pionieristica dello yoga, quando la pratica era meno conosciuta di oggi e preservava le caratteristiche di impegno e disciplina che lo yoga più autentico richiede: nulla a che vedere con una pratica mondana, palestrata, superficiale, dai mille abbinamenti stravaganti e spesso fuori luogo che asfissiano il mondo dello yoga di oggi, svilendone il profondo contenuto laico, rivoluzionario, di antichissima saggezza.

Dall’alto della sua grande esperienza e curioso come solo i “grandi” sono, Antonio non ha esitato ad accettare questa nostra piccola “sfida” di un congiungimento di due mondi, la Tradizione e l’Innovazione, solo apparentemente distanti. A lui è riservato il momento della pratica più meditativa, uno yoga da “fare” ma soprattutto da “ascoltare” mentre si ascolta se stessi.

(foto di Georgia Nuzzo)