IN INDIA LE ORIGINI DELLO YOGA

Sembra una banalità ma non deve esserlo se il Primo Ministro indiano Narendra Modi non perde occasione per ricordare a chi lo ascolta come sia l’India e solo lei ad essere la culla, la depositaria di questa antica straordinaria conoscenza che vive in Occidente una nuova giovinezza, un nuovo successo che sta creando migliaia di nuovi adepti praticanti e altrettanti “maestri” a volte dubbiosamente preparati. Si, perchè la conoscenza dello yoga implica una vita intera di ricerca e di studio, qualcosa di così importante, completo e profondo che non può certo essere liquidato con la certificazione di alcune centinaia di ore di pratica, metodo di qualificazione importato dall’America che lascia i veri esperti piuttosto perplessi anche da noi.

Ne conviene anche un importante sostenitore di YogaFestival, ovvero il Console Generale dell’India  a Milano Mr. Singh, grazie il quale il festival ha la possibilità di avere ospiti che arrivano dall’India e che portano un sapore di autenticità ai suoi eventi senza per questo trasformarsi in kermesse, come altre situazioni invece propongono. Insomma: lo yoga è nato in India  e l’India fa, giustamente, il possibile per rammentarcelo.

Recentemente Modi ha fatto un appassionato appello, ad una conferenza, affinché le persone adottino l’eredità dello yoga per divenire una nazione sana; riferendosi alla Giornata internazionale dello yoga il 21 giugno, citando un testo antico, ha affermato che praticare gli esercizi yoga su base regolare ci porta ad assorbire i suoi effetti benefici che “stanno al nostro fianco come parenti e amici. Inoltre, la pratica dello yoga porta alla costruzione del coraggio, che ci protegge sempre come un padre. Di conseguenza, la pratica dello yoga porta alla germinazione di un senso di perdono nello stesso modo in cui una madre ha per i suoi figli e la pace mentale diventa il nostro amico permanente”. Ricordiamoci, quando si tratta di yoga, di diffidare dalle imitazioni!