MILANO, CAPITALE DELLO YOGA: LIVE,LOVE, YOGA!

Cronaca di un evento straordinario.

All’apertura dei cancelli, alle 17, sono già tantissime le persone che attendono e si riversano nell’Arena Civica di Milano, accolte dalla imponente statuta dorata di Śiva, signore dello Yoga, arrivata sul posto grazie al Matha Gitananda Ashram di Savona: lo staff di YogaFestival, in maglietta verde, vacilla sotto la spinta della massa, ma resiste, dà indicazioni puntuali, precise. Un passaggio obbligato invita tutti coloro in possesso di registrazione a incanalarsi per primi per il ritiro della mitica t-shirt realizzata grazie a Lenovo – quest’anno è bianca, con un bollo verde che cita LIVE.LOVE. YOGA.  – della pratica borsa omaggiata da Provamel, di acqua Wami, di spray antizanzare Orphea e di altri gadgets. Una corsa in mezzo al campo (il prato dell’Arena è grande quanto un campo da calcio da campionato, circa 7000 mq) per sistemare il tappetino e via a guardarsi intorno per cercare facce amiche, compagni di corso, vecchie conoscenze con cui rivedersi è sempre un piacere, e…farsi selfie a più non posso. Ma non è ego, è la gioia di essere insieme in un evento unico e straordinario. Sul palco, si alternano gli allievi del Centro Brahma Kumaris che cominciano ad armonizzare il luogo con il canto ripetuto dell’OM. Mentre il sole comicia a scendere il flusso di partecipanti si infittisce, davanti al palco il pubblico medita, canta, si rilassa. L’energia comincia a salire con i musicisti del Conservatorio di Vicenza – Federico Sanesi alle tabla, Pradeep Barot e Riccardo Battaglia al sarod, Lorenzo Squillari al bansuri – nelle melodie celebrative dei raga alla calda luce del tramonto, un omaggio congiunto al potere straordinario del suono e dello yoga, in questa giornata che è anche la Festa della Musica. Alle 18.30 scatta l’ora X. La folla è veramente tanta, ben oltre le 1000 persone prevista: ordinate e silenziose hanno un unico desiderio, che la pratica abbia inizio. Con le parole augurali di Mr. Singh, Console Generale per l’India a Milano, si entra nel vivo. Anna Inferrera è una magnifica presenza: conduce una pratica dinamica ma non estrema, flow quel che basta, richiamando sempre al cuore, al “sentire” e i musicisti che l’accompagnano aggiungono ritmo ed emozione grazie anche alla incredibile vocalist con una voce da brivido che sottolinea la parte finale, shavasana.

E siamo alla seconda parte. Dalla posizione sdraiata a quella eretta li conduce Antonio Nuzzo, rappresenta lo yoga delle origini, della tradizione: parla, spiega, suggerisce, incanta con il suo pensiero profondo, la vastissima platea ascolta con fiato sospeso. Si entra nella pratica dell’immobilità del corpo per rendere immobili anche i pensieri, fermando le deprecate “vrtti” indicate nello YogaSutra di Patanjali come fonte di ogni male, per passare ad un necessario pranayama: e con un grande respiro globale la pratica termina. Il sole è tramontato ma è solstizio d’estate, ancora c’è luce: le persone se ne vanno, lentamente, lo sguardo trasognato di chi ha vissuto una esperienza unica. Non ha molta voglia di andarsene da questa Arena dove, per una volta, non c’è competizione, non c’è gareggiamento ma solo armonia, pace, amore. E’ lo yoga. Life is yoga, yoga is life.