MOKṢA: molliamo la presa!

Il prossimo YogaFestival è dedicato proprio a questo: in sanscrito mokṣa, parola sanscrita che definisce bene il senso del liberarsi, del lasciar andare ciò che ci è di ostacolo sulla via della nostra realizzazione personale. In questo momento in cui viviamo quotidianamente la sollecitazione a schierarsi, legarsi, negare o  affermare, avvoltolandoci sempre di più in schemi mentali che nulla hanno a che vedere con la libera circolazione delle idee, ci è sembrato oppportuno riflettere su ciò che lo yoga ci indica: mokṣa appunto, mollare la presa, sganciarsi. Ne parla anche Gianni Pellegrini, docente di Filosofia e Religioni dell’India e Lingua e Letteratura sanscrita presso l’Università di Torino, nel breve video che trovate a questo LINK sulla nostra pagina YouTube

Mokṣa. Un “fil rouge” accolto con entusiasmo dagli insegnanti, ospiti, relatori che troverete al festival e sono tanti: alcuni nomi nuovi, alcune conferme, tante novità.

La curiosità serpeggia? Ecco qualche anteprima: dalla Francia, ci raggiunge  Marc Holzman, uno dei primi insegnanti di Anusara Yoga ad essere certificato dal fondatore. Marc ha da anni intrapreso l’approfondimento della via dell’Ayurveda e la sua pratica si è evoluta fino ad uscire dagli schemi e diventare la “sua” pratica personale. Un omaggio alla grazia e alla bellezza è la presenza di Ambra Vallo (il popolo di Instagram la conosce come @ambrasana), ex prima ballerina di danza classica, insegnante di Dharma Yoga appreso direttamente dal grande Dharma Mittra. Ambra condurrà due classi per differenti livelli di preparazione, incentrate sul rispetto del corpo anche nelle posizioni più estreme.

Tra coloro che non possono mancare Piero Vivarelli, che raccoglie in sè carisma, talento ed empatia come pochi altri; Ram Rattan Singh, medico e insegnante di Kundalini yoga, reduce dal successo del grande raduno milanese per il 21 giugno. Anche Gabriella Cella non può mancare, il suo workshop di venerdì è considerato dalle sue allieve un appuntamento da non perdere per nessuna ragione. Ci saranno Roberto Milletti e Francesca Cassia, conosciuti come gli ODAKA, sequenza yoga che mescola asana e posture prestate dalle arti marziali e orientali in genere, sono ormai conosciuti in tutto il mondo e al festival ritrovano molti dei loro allievi

E poi Steward Gilchrist e David Sye, che tornano come ogni anno a grandissima richiesta: senza di loro il festival nn sarebbe lo stesso.

Ospite a sorpresa Swami Asokananda, master del Centro di Integral Yoga di New York, che continua la diffusione del pensiero del suo maestro Swami Satchidananda.

L’iniziativa Yoga Breakfast domeica mattina quest’anno è proprio speciale: sarà uno Yoga e Ayurveda, pratica e colazione dolcemente “risvegliante”, un progetto che vede Benedetta Spada insieme a Simone Salvini, chef di cucina vegetariana e ayurvedica che rappresenta un graditissimo ritorno a YogaFestival!

Ma la lista degli ospiti si allunga ogni giorno con nomi nuovi e graditi ritorni, e sarà completa a fine agosto quando sarà online il programma definitivo.

Confermate le due aree FreeClass, dove poter “assaggiare” approcci diversi di yoga con lezioni gratuite a ingresso libero, di durata non superiore a 50 minuti: un modo per avere esperienze yoga diverse da ciò che già si conosce senza impegnarsi in seminari di approfondimento, che si possono poi scegliere dal programma.

Il festival ospiterà anche l’anteprima italiana del film The Answer che racconta l’incontro che Swami Kriyananda ebbe con la straordinaria figura di Paramhansa Yogananda e come questo cambiò la sua vita.

Ci sarà un nuovo punto ristoro curato da Exki, l’ottima catena di ristoranti biologici che sposa la filosofia del fast food a quella della cucina vegetariana e naturale.

Il noleggio tappetini quest’anno sarà a cura di AsanaMat.

La location, ormai lo sapete, è la stessa del 2018: il bellissimo Palazzo del Ghiaccio, un luogo pieno di fascino e classe che fin dall’inizio del secolo scorso è un punto di forza della città. Fu per quasi un secolo il palazzo dove i bimbi di Milano muovevano i primi passi sulle lame dei pattini che si è poi trasformato nel moderno elegante spazio espositivo che ci ospita. Chi pensa sia lontano si sbaglia di grosso e dimostra di non conoscere la città: via Piranesi si raggiunge comodissimamente con il” famoso” Passante, il treno urbano che vanta ben 12 linee urbne di cui la metà si prendono dalle fermate di Cadorna, Duomo, Garibaldi, Centrale. Si scende a Porta Vittoria e si raggiunge il Palazzo senza neanche scendere dal marciapiede!

Restate connessi, perchè gireremo un video per accompagnare i più timorosi nel viaggio fino alla yogica meta. Da settembre su socials e sito.