Ecco le traduzioni dei tre ospiti stranieri, in ordine di apparizione: Yogachāria dr Ananda Balayogi Bhavanani, Jai Uttal, David Sye.

Buona lettura!

 

INTERNATIONAL YOGA DAY 2020 | TRADUZIONE INTERVENTO DI ANANDA BALAYOGY BHAVANANI

1° risposta
Lo Yoga deve essere un gesto, come fosse un’azione della vita stessa.
Quando comprendiamo, che ogni momento della nostra vita è yoga, lo yoga sta vivendo in noi

Penso che la più importante definizione per il mondo di oggi sia yoga è vita, yoga è ogni momento di consapevolezza: consapevoli di ciò che accade nel corpo, consapevoli di cosa accade alle nostre emozioni e alla nostra mente. E quando diventiamo consapevoli di ogni momento lo yoga diventa vivo in noi.

Così per me la giusta definizione è essere consapevoli di ogni momento. Quando siamo svegli dovremmo essere consapevoli; quando dormiamo il sonno dovrebbe essere consapevole; quando mangiamo, il mangiare dev’essere consapevole; quando lavoriamo, dovremmo lavorare consapevoli.
Perchè nella consapevolezza l’energia – prana shakti – che è l’energia della vita può fluire perchè dove va la mente, lì là va l’energia.

Così quando siamo consapevoli ogni momento della vita, quella vita diventa yoga. E tutti gli aspetti dello yoga, che siano le posture del corpo (gli asana) o yama e nyama (le basi) o il pranayama (il lavoro con l’energia) tutto il lavoro con le pratiche di meditazione (dharana, dhyana, samadhi) aiuta a diventare un consapevole essere umano. Qualcuno che è veramente un nobile essere umano.
Questo è ciò che lo yoga è.

2° risposta
Ho avuto modo di vedere negli ultimi mesi il mondo combattere contro un virus che è così piccolo che neanche lo vediamo e allora, per colpa della paura, ci sta inseguendo: viviamo nella paura, cosa accadrà a noi, accadrà alla famiglia, accadrà al lavoro, accadrà al mondo e la paura abbassa il nostro sistema immunitario.

Quando il sistema immunitario si abbassa e siamo più deboli, ogni virus, ogni batterio può cominciare ad attaccarci. Ecco perchè yoga gioca un ruolo principale, perchè lo yoga ci abilita a prendere coraggio dal cuore; il coraggio deve venire dal cuore; il nostro cuore è Anahatha Chakra che è in centro della nostra immunità cellulare, per questo abbiamo bisogno di coraggio.

Abbiamo bisogno di avere la convinzione della mente. Ed è qui che la pratica di yoga, l’attitudine dello yoga, la filosofia e la psicologia dello yoga ci abilita a essere forti per batterci e se siamo forti per lottare quel virus avrà meno potere. Se siamo deboli, il virus avrà molto potere.

Non ci comanda il virus, il coronavirus stesso, ma la psicosi delle nostre paure e il nostro istinto di sopravvivenza che ci fanno fare cose che non vogliamo fare solo perchè siamo stressati. Penso che il ruolo dello yoga sia aiutarci a gestire lo stress nella nostra vita, gestire lo stress che abbiamo dentro e, facendo questo, rafforzare la nostra immunità, darci il cuore e il coraggio di combattere la malattia e con compassione per gli altri esseri umani che soffre.
Dobbiamo essere forti, dobbiamo avere compassione per gli altri esseri umani che soffrono, così è come lo yoga può aiutarci in questo momento

3° risposta
Io dovrei dire come tutti YogasCittaVrittiNirodha, – lo Yoga ferma il turbinio della mente subconscia – ma ho sempre preferito considerare il primo sutra del libro di Patanjali, che è Athayogaanusasanam: yoga è una disciplina, yoga è una esperienza che va vissuta, e questa esperienza, questa disciplina sono nel momento presente, nell’Ata. Ata significa momento presente, e anusasana è il vivere una esperienza di disciplina e questo è lo yoga. Vivere il presente, vivere con disciplina, vivere con l’esperienza della consapevolezza. Quindi Atayoganusasanam è il primo vero yoga del Maharishi Patanjali. Questo per me è la più grande espressione dello yoga.

 

TRADUZIONE JAI UTTAL, MUSICISTA

Saluti amici caro, saluti amici di yogafestival d’italia, saluti a tutti i miei fratelli e sorelle, so che questo è un devastante e duro momento per il mondo, e so che in Europa, voi amici dell’Italia siete stati colpiti così duramente e..abbiamo pensato spesso come è stato fantastico essere parte del festival lo scorso anno. Vorrei condividere un canto con voi con vibrazioni d’amore e di guarigione, è un canto in sanscrito e le parole principali sono Radhe e Shyam: Radhe è la dea e Shyam è la divinità. E sono la gli amanti divini, la coppia divina.

Grazie amici cari, speriamo di poterci incontrare ancora di persona prima o poi e voglio ringraziare Giulia per organizzare YogaFestival da tanti anni e per avermi invitato qui. Namastè.

 

TRADUZIONE DAVID SYE, YOGA BEATS CONFLICTS

Il modo in cui ono arrivato allo yoga è stato, fondamentalmente, ammalandomi.
Stavo molto male e rischiavo letteralmente di morire per un tumore, colite ulcerosa e diverticoli e grazie alla medicina tibetana, perché i medici volevano operarmi e mi dicevano che era l’unico modo in cui avrei potuto migliorare, ma non mi piaceva l’idea di dovere andarmene in giro per il resto della mia vita con una sacca per colostomia, un bypass intestinale… no, piuttosto avrei preferito vivere con medicine e antidolorifici…

Ma, in ogni caso, ho trovato la medicina tibetana e mi hanno curato. Non solo mi hanno curato, ma i medici in ospedale non capivano perché io stessi meglio e non capivano quello che dicevo loro
E così ho pensato che ci fosse qualcosa che io non capissi, qualcosa che non fa parte del mondo visibile, ma di quello invisibile.  E fu quello a farmi iniziare una ricerca che mi portò allo yoga e oltre lo yoga.
Lo yoga è solo una parte ed è un passo meraviglioso, ma ti porta a comprendere che ci sono diverse forze che controllano gli esseri umani, come l’amore o l’odio. Non si possono vedere, ma decisamente condizionano la vita delle persone e determinano la buona o la cattiva salute, possono causare la morte e dare origine alla vitalità.
Voglio dire che le persone possono essere vive, ma in realtà sono morte perché sono piene di dolore e sofferenza. La vitalità non viene solo dalla pratica fisica, ma anche da quella mentale ed emozionale.
È andata così. Dunque: sì, mi sono avvicinato allo yoga in quel modo e mi sono avvicinato allo yoga tibetano che era più mistico. Ho sempre cercato di osservare tutto ciò come uno scienziato, da un punto di vista razionale. Non è sempre facile e a volte occorre un atto di fede e va bene così. Ma quando vedi che funziona, allora dici: ci siamo! Ed è così che è iniziato per me, attraverso la malattia. E sono molto contento che la mia vita abbia preso quella direzione.

Dunque… la prossima domanda che mi è stata chiesta è: come è nato Yoga Beats Conflicts?
Beh, Yoga Beats Conflicts è nato, ancora una volta, per caso. Si sono verificati diversi incidenti nella mia vita e si sono poi sempre tradotti in qualcosa di buono.
Ero stato invitato a partecipare ad alcuni festival in Israele….ed alcuni altri ancora e risposi che sarei stato felice di partecipare a condizione di potere insegnare anche a dei palestinesi. Mi risposero “beh, sai che noi siamo in guerra con i palestinesi, loro sono nemici”. Allora io dissi che non sapevo di cosa stessero parlando perché io non credo che ci siano dei nemici. Io non so cosa significhi questa idea di nemico, sono solo… Ci sono persone da una parte e persone dall’altra, entrambi stanno male, hanno paura… dunque, puoi chiamarli “nemico”, ma puoi anche cambiare approccio e scoprire che in circostanze diverse possono essere i tuoi migliori amici.
Non capisco che cosa significhi, particolarmente perché ero appena stato nella guerra in Bosnia, che era una guerra con tre fronti… Dunque “a meno che io non possa insegnare una classe ai palestinesi, non verrò”. E loro mi dissero “no, no, no… tu devi venire, lo sai sono dei nemici” e risposi “NO, queste sono le mie condizioni”. Così misi giù il telefono. E gli israeliani mi chiamarono di nuovo, il giorno dopo. Probabilmente mi chiamarono tre volte e tre volte rifiutai. Finalmente la quarta volta accettarono e così riuscì ad insegnare una classe in Palestina, a Gerico.

Quella fu la mia prima lezione e c’erano credo 18 donne palestinesi e due uomini, ma eravamo di fronte alla moschea di Gerico e io avevo portato un grande Ghetto Blaster per mettere musica beat egiziana. Le donne si rotolavano all’indietro e gli uomini ridevano come dei matti con le gambe per aria. Io pensai che mi avrebbero infilzato come uno spiedino Kebab, ma sono sopravvissuto e mi sentii davvero apprezzato. Quando fu il momento di tornare ad Israele mi dissero “Oh, sai che quelle persone dall’altra parte del confine non capiscono davvero che cosa sia l’hummus” e avevano preparato dell’hummus fantastico con il pane e tutto il resto, allora io lo portai con me per gli israeliani.
Poi, quando guadagnavo abbastanza in Israele, usavo quei soldi per finanziarmi e tornare ad insegnare in Palestina. E gli israeliani mi dicevano “quegli idioti dall’altra parte del confine davvero non sanno cosa sia l’hummus. Porta con te il nostro hummus per loro, l’ho ha fatto mia madre…” E alla fine mi sembrava di essere un trafficante continuando a portare hummus avanti e indietro e io volevo fare incontrare i miei studenti Palestinesi e Israeliani… Circa sei anni dopo, ci incontrammo. Era la prima volta per una lezione di yoga con studenti sia israeliani che palestinesi. Era il 2006, credo, e fu un enorme passo avanti.

Mentre andavamo in autobus, uno degli insegnanti mi disse: “come sono questi palestinesi? Sono davvero preoccupata…” Era una degli insegnanti Israeliani che avrebbe incontrato i palestinesi. Le risposi “sono proprio come te e me, perché sei così preoccupata?”.
E lei: “Sai… hanno ammazzato molti dei miei parenti mentre io ero nel kibbutz. Con le bombe eccetera…”
Allora io le dissi: “No, non ti preoccupare. Sono persone meravigliose, solo parlano un’altra lingua ed hanno un’altra cultura”. Poi, quando arrivammo a Gerusalemme e i palestinesi stavano aspettando fuori dall’American Colonial Hotel… I palestinesi erano lì e c’erano anche gli israeliani e stavano socializzando… io mi volto e vedo proprio quella donna israeliana che abbraccia una donna palestinese, tutte e due stanno piangendo
e io penso che quello è merito mio. Se questa è l’unica cosa che faccio nella mia vita, sono contento di me.

E così, da quella volta continuo e credo che questi confini che erigiamo tra le persone siano delle falsità, siano una fantasia. Non ci sono confini e io credo che, a meno che noi non riusciamo ad attraversarli, saremo sempre una razza umana ritardata.
Infatti io credo che lo yoga sia un modo avanzato di vivere ed è così che è nato Yoga Beats Conflicts e continua perché la maggior parte delle persone è in conflitto.  L’altruismo… quando sei altruista è la formula assoluta per la pace: se vuoi trovare la pace, rendi qualcun altro felice e in pace; se vuoi sentire l’amore, fai sentire l’amore a qualcun altro. Quello che dai è quello che ricevi e l’altruismo riguarda proprio questo. Non si tratta di dire che c’è un nemico là fuori… è un po’ come per il virus. Sai il virus cha ha fatto soffrire tutti, non ha confini. Dunque: questo non è un momento magnifico per gettare le armi e le guerre? E invece di promuovere la paura, di cui i governi sono ben consapevoli, perché non promuovere la pace? Inoltre non potremmo essere uniti come razza umana? Voglio dire, essere semplicemente amorevoli e saggi e magnanimi, gentili e compassionevoli. Renderebbe il mondo un posto migliore. Non importa se ci sia una pandemia o meno. Io penso che lo yoga abbia una collocazione molto molto concreta se usato in questo modo.
Sapete, spesso lo yoga è usato per rafforzare il proprio ego. Si dice: “guarda, io riesco a fare questa posizione e guardami mentre faccio la verticale sulle mani, ora su una mano sola, ora su un dito solo…”

Ma chi se ne frega! Voglio dire, quando si raggiungono 90 oppure 80 anni, non riuscirai a….

Chiunque stia guardando questo video adesso e pensa che fare la verticale oppure fare delle posizioni molto complesse con incredibile flessibilità sia di qualsiasi utilità, ora che abbia raggiunto quell’età capirà che è una stupidaggine. Sai, hai solo bisogno di essere una persona gentile e compassionevole, hai bisogno di sentirti felice con te stesso. Voglio dire, è così che riuscirai a superare la tua aggressività e i tuoi conflitti. Suppongo che questo sia il motivo per cui i giornali mi chiamano “il bad boy dello yoga”. Io sono andato contro le regole, io non pensavo alle posizioni…. Beh, anche io facevo un sacco di posizioni. Lascia che ti mostri qualcosa, queste erano le prodezze che facevo tempo fa. Sì, questo è il genere di cose che facevo, okay? Voglio dire… e allora? Non significherebbe nulla se lo facessi di fronte a israeliani e palestinesi: guardatemi! Che idiota… Ma se posso farli sentire felici, trovare un punto di unione, farli sentire bene e sentirmi bene mentre le bombe cadono o ci sono aggressioni, allora quello è il massimo dell’amore, è il massimo di essere uno yogi.
Dunque, abbi cura dei tuoi fratelli e sorelle in Italia. Io vi amo tutti voi gente in Italia, tutti i miei studenti… Mi mancate molto.

Mi manca Giulia, lei è piena d’amore. È questo il motivo per cui ho sempre voluto sostenerla perché lei sostiene il meglio, che significa: yoga. La maggior parte delle persone non sa di cosa si tratti, ma Giulia sì. Ho sempre amato le sue iniziative e lei deve affrontare le sue difficoltà, ma continua ad andare avanti perché sa cosa c’è nel nostro cuore.
E dal mio cuore voglio dire a tutti voi in Italia che non vedo l’ora di rivedervi di nuovo presto, molto presto. Spero di potere venire più tardi nel corso l’anno e incontrare tutti voi. Ora vi dico ciao e vi mando molto amore. Mantenete la fiamma accesa! Noi vediamo così tante belle cose dell’Italia qui in occidente, per esempio le persone di Napoli che mettono un bicchiere di prosecco ad un estremo di un lungo bastone per brindare. È meraviglioso! Voi siete fantastici e vi amiamo. Okay? Dunque da parte mia, il cattivo ragazzo dello yoga… ci vediamo presto!

Oh, dovreste essere tutti cattivi, cattivo alla fine significa buono perché significa che trasgredisci le regole. Perché trasgredire le regole? Lo fai per trovare la verità. A meno che tu non trasgredisca le regole, non troverai mai la verità. Troverai la verità di qualcun altro. Non dare retta ai governi, non dare retta ai tuoi genitori o a nessun altro. Ascolta il tuo cuore, se il tuo cuore dice sì, allora è giusto.

Ascoltati dentro, è un ottimo modo per fare evolvere gli esseri umani. E se tu ti evolvi, anche tutti gli altri si evolvono. Ciao